Aprile 27, 2009

« La poesia –

Ma cos’è mai la poesia?

Più d’una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano. »

Wisława Szymborska

_primi incontri_

Aprile 17, 2009

Dei nostri incontri ogni momento noi
festeggiavamo come epifania,
soli nell’universo tutto. Tu
piú ardita e lieve di un battito d’ala
su per la scala, come un capogiro
volavi sulla soglia, conducendomi
tra l’umido lillà, dentro il tuo regno
che sta dall’altra parte dello specchio.

Quando scesa la notte, a me la grazia
fu elargita, le porte dell’altare
si aprirono, nel buio prese luce
e lenta si chinò la tua nudità.

Sulla terra tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici – il catino,
la brocca – e tra noi di sentinella
stava l’acqua dura e stratiforme.

Chissà dove fummo sospinti,
dinanzi a noi s’aprivano miraggi
di città costruite per prodigio,
solo la menta si stendeva sotto i piedi
gli uccelli erano compagni di viaggio
i pesci balzavano dal fiume
il cielo si dispiegava ai nostri occhi.

Quando il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo con il rasoio in mano.

(Arsenij Tarkovskij)

_pulsazioni da vino_

Aprile 14, 2009

Questa è un’altra poesia che parla delle 2 del mattino e di come io
stia ancora alla
macchina da scrivere ascoltando la radio e fumandomi un buon
sigaro.
caspita, che ne so, a volte mi sento proprio come Van Gogh o Faulkner o,
ad esempio, Stravinskij, mentre sorseggio vino e batto a macchina
e fumo e non c’è magia altrettanto delicata di questa.
alcuni critici dicono che continuo a scrivere sempre le stesse cose.
bè, a volte si e a volte no, ma quando lo faccio il
motivo è che mi dà una sensazione così bella, è come fare
l’amore e
se sapeste quanto mi ci sento bene mi perdonereste
perchè sappiamo tutti quanto effimera possa essere la felicità.
cosi faccio lo gnorri e dico di nuovo che
sono le 2 del mattino
e che io sono
Cèzanne
Chopin
Cèline
Chinaski
e che mi stringo al petto tutto:
lo sbuffo di fumo del sigaro
un altro bicchiere di vino
le splendide ragazze
i criminali e gli assassini
i pazzi solitari
gli operai delle fabbriche,
questa macchina da scrivere qui,
la radio accesa,
io ripeto tutto daccapo
e lo ripeterò tutto quanto per sempre
fino a che la magia che ne nasce per me
nascerà anche per voi.
(Bukowski)

Aprile 10, 2009

Se hai trovato una risposta a tutte le domande, vuol dire che le domande che ti sei posto non erano giuste.
(Oscar Wilde)

In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi. Nel momento in cui la mia attenzione si sposta dall’ordine regolare delle righe scritte e segue la mobile complessità che nessuna frase può contenere o esaurire, mi sento vicino a capire che dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione. (Italo Calvino)

“Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi, mi dico che sono fortunato.”

“Solo le persone noiose si annoiano. Devono pungolarsi in continuazione per sentirsi vive.”

(Charles Bukowski)

_l’imperfetto_

Marzo 21, 2009

Era, pioveva
C’era qualcosa che non si vedeva
Respirava qualcosa respirava
Nella stanza della sposa si nascondeva
Eppure si muoveva

Ancora dimmelo ancora
Che tutto ritornava così com’era
Come bruciava che si disperdeva
E come tornava
Ogni volta che partiva

Piangeva
E si stancava
Come sabbia nel tempo si trasformava
E però esisteva
E si incarnava
E a volte ero sicuro che nasceva
E che ricominciava

Che saliva
E scendeva
Chiamava e si rispondeva
Meravigliava
E produceva
Ed espelleva suoni
Suoni che rubava

Era pioveva
Ma così bianca e nessuno se la prendeva
Così per poco
Che poco ci mancava
Mentre guardava un telefono che suonava
e che non la smetteva

Non parlava
però sapeva tutto quello che gli bastava
quello che credeva
quello che non vedeva
così preciso ed imperfetto
che nessuno lo incastrava
se non voleva ringraziava
con un inchino da domatore le salutava
e poi chiedeva
e chiedeva o prendeva
e come un messicano si allontanava
(De Gregori)

_nell’angolo_

Marzo 14, 2009

Sfidami
sono davanti a te
ora non fuggo piu’
io sono pronta e tu
difenditi

Mostrami
con quale abilita’
sai sottomettermi
il fascino non bastera’
puoi credermi

Nell’angolo finisco io
col cuore ammaccato mio dio
con che furia colpirmi sai
e’ un incontro truccato che vuoi

Amore infierisci anche tu
ma che razza di arbitro sei
che mi vedi ogni volta andar giu’
rivelati

Lealta’
questa e’ la regola
che almeno l’anima
non perda la sua integrita’
lo smalto

Affrontali confrontati
devi combattere
non umiliarti no
a volte si sanguina un po’
pazienza

Nell’angolo dimmi si puo’
gettando la spugna cosi’
che squallido esempio sarei
ma se mi rialzo vedrai

Per questo mio orgoglio vivro’
schivando quei colpi semmai
ti giuro non mi vedrai piu’
sconfitta in ginocchio andar giu

Respira la polvere e poi
vedrai un po’ di luce anche tu
coraggio uno sforzo e ci sei
non piegarti

Nell’angolo cosi’
ma non finisce qui

Che rassegnarsi fa piu’ male

Alle corde no
il mio cuore no

E’ troppo fiero per lasciarsi andare

Sfidami percio’
vantaggi grazie no

Tu lo sai
il rispetto puo’ bastare

(Zero)

_il piccolo principe_

Marzo 12, 2009

“Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!” E rise ancora. “E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo. “T’avrò fatto un brutto scherzo…” E rise ancora. “Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere…” (Antoine de Saint-Exupéry)

Marzo 11, 2009

Scrivevo silenzi,

notti,

notavo l’inesprimibile,

fissavo vertigini.

(Rimbaud)

Marzo 4, 2009

Corpo ludibrio grigio

con le tue scarlatte voglie,

fino a quando mi imprigionerai?

anima circonflessa

circonfusa e incapace

anima circoncisa che fai distesa nel corpo?

(Alda Merini)

_un senso di te_

Marzo 3, 2009

…Eppure sentire

Nei sogni in fondo a un pianto

Nei giorni di silenzio…

(Elisa)

_per lettera_

Febbraio 28, 2009

Cara bambina, non devi attendere una lettera da me appena me ne hai mandata una.

Non aspettarti che io scriva con la tua frequenza.

L’aspettativa uccide tutto.

(Iselin Hermann)

Febbraio 18, 2009

Io non posso farcela
e tu non puoi farcela
e noi non
ce la faremo

e dunque non investirci sopra
e non ci pensare
nemmeno

limitati ad alzarti dal letto
ogni mattina

lavati
fatti
la barba
vestiti
e vai là
dentro

perchè
al di fuori di quello
tutto ciò che rimane è
suicidio e
follia

e dunque
non puoi proprio
aspettarti troppo

non puoi nemmeno
aspettare qualcosa

e la cosa da fare
è
partire da una base
minima
modesta
tipo quando
esci di casa
essere contento che la tua macchina
probabilmente
è ancora lì

e se c’è -
che le gomme
non sono
a terra

poi entri
dentro
e se lei
parte – tu
parti.

e
questo è il più maledetto
film
che hai mai
visto
perchè
ci sei dentro
tu -
a basso costo
e
con 4 miliardi
di critici

e la più lunga
tenuta in sala
in cui
puoi mai sperare
è

un solo
giorno.

(Bukowski)