« La poesia –
Ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano. »
Wisława Szymborska
_primi incontri_
Aprile 17, 2009
Dei nostri incontri ogni momento noi
festeggiavamo come epifania,
soli nell’universo tutto. Tu
piú ardita e lieve di un battito d’ala
su per la scala, come un capogiro
volavi sulla soglia, conducendomi
tra l’umido lillà, dentro il tuo regno
che sta dall’altra parte dello specchio.
Quando scesa la notte, a me la grazia
fu elargita, le porte dell’altare
si aprirono, nel buio prese luce
e lenta si chinò la tua nudità.
Sulla terra tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici – il catino,
la brocca – e tra noi di sentinella
stava l’acqua dura e stratiforme.
Chissà dove fummo sospinti,
dinanzi a noi s’aprivano miraggi
di città costruite per prodigio,
solo la menta si stendeva sotto i piedi
gli uccelli erano compagni di viaggio
i pesci balzavano dal fiume
il cielo si dispiegava ai nostri occhi.
Quando il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo con il rasoio in mano.
(Arsenij Tarkovskij)
_pulsazioni da vino_
Aprile 14, 2009
Questa è un’altra poesia che parla delle 2 del mattino e di come io
stia ancora alla
macchina da scrivere ascoltando la radio e fumandomi un buon
sigaro.
caspita, che ne so, a volte mi sento proprio come Van Gogh o Faulkner o,
ad esempio, Stravinskij, mentre sorseggio vino e batto a macchina
e fumo e non c’è magia altrettanto delicata di questa.
alcuni critici dicono che continuo a scrivere sempre le stesse cose.
bè, a volte si e a volte no, ma quando lo faccio il
motivo è che mi dà una sensazione così bella, è come fare
l’amore e
se sapeste quanto mi ci sento bene mi perdonereste
perchè sappiamo tutti quanto effimera possa essere la felicità.
cosi faccio lo gnorri e dico di nuovo che
sono le 2 del mattino
e che io sono
Cèzanne
Chopin
Cèline
Chinaski
e che mi stringo al petto tutto:
lo sbuffo di fumo del sigaro
un altro bicchiere di vino
le splendide ragazze
i criminali e gli assassini
i pazzi solitari
gli operai delle fabbriche,
questa macchina da scrivere qui,
la radio accesa,
io ripeto tutto daccapo
e lo ripeterò tutto quanto per sempre
fino a che la magia che ne nasce per me
nascerà anche per voi.
(Bukowski)
Se hai trovato una risposta a tutte le domande, vuol dire che le domande che ti sei posto non erano giuste.
(Oscar Wilde)
_mondo scritto e non scritto_
Aprile 4, 2009
In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi. Nel momento in cui la mia attenzione si sposta dall’ordine regolare delle righe scritte e segue la mobile complessità che nessuna frase può contenere o esaurire, mi sento vicino a capire che dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione. (Italo Calvino)









