noi.55
Dicembre 19, 2008
Mi sveglio. Lo trovo al mio fianco.
Smarrimento. Devo capire dove sono, con chi sono.
Eccolo di nuovo.
Il Panico.
Buio. La gola si è chiusa, le pareti si stringono. Aghi in fondo agli occhi.
Inerme sprofondo.
Cado. Nessuna forza per reagire.
Devo respirare.
Devo respirare.
…
Ossigeno che brucia nei polmoni. Il cuore riprende a battere.
Le pareti si allargano.
Cerco le mie mani, le braccia, le gambe.
Sono un ammasso di cellule, un cumulo di carne.
Immobile.
Mi ritrovo.
Il pensiero prende nuova forma.
Milioni di pensieri, ordinati.
Tutto è chiaro.
Qui, galleggiando sulle margherite, ho capito.
Non siamo numeri. Non siamo logici.
Le addizioni variano il loro risultato,
gli addendi mutano, cambiano forma, aspettative, carattere.
Le combinazioni sono infinite, i risultati diversi, ogni volta.
Non resta che provare ad addizionare, stare a guardare,
studiare il risultato e vedere se è soddisfacente.
Non sono sbagliata. Non sei sbagliato.
Il nostro totale, forse, lo era.
E’ semplice.
Qui, sulle margherite, è semplice.
Qui, nel buoi della sinfonia, è accettabile.
E se riascolto le mie parole, incomprensibile.










Maggio 7, 2009 at 10:01 pm
Di tutto ciò che è scritto io amo soltanto quello che uno scrive col proprio sangue
Dicembre 23, 2008 at 11:39 am
Auguri di Buon Natale
Dicembre 20, 2008 at 1:06 pm
riesci sempre a riasumere in un commento quello che io voglio dire in un post di miliardi di parole inutili, mielose e infantili.
GRAZIE
Dicembre 20, 2008 at 11:03 am
belle poesie, complimenti…