noi.56
Dicembre 30, 2008
Ogni volta che ci siamo presi
Ogni volta che ci siamo respirati
La sovrapposizione della poesia al tuo respiro
Le parole non dette
Ho lasciato che le tue mani custodiscano emozioni
E quando ci ritroveremo saranno lì posate
Il vento dell’immaginazione trasporta lontano il ricordo del sapore
Fare l’amore e lasciarsi morire
Non cercare le risposte
Non c’è mai stato un solo errore.
_la metà oscura_
Dicembre 30, 2008
Certe volte la gente mente soltanto tacendo. (Stephen King)
oceano_mare
Dicembre 24, 2008
“Lui dice che scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male.” (Baricco)
noi.55
Dicembre 19, 2008
Mi sveglio. Lo trovo al mio fianco.
Smarrimento. Devo capire dove sono, con chi sono.
Eccolo di nuovo.
Il Panico.
Buio. La gola si è chiusa, le pareti si stringono. Aghi in fondo agli occhi.
Inerme sprofondo.
Cado. Nessuna forza per reagire.
Devo respirare.
Devo respirare.
…
Ossigeno che brucia nei polmoni. Il cuore riprende a battere.
Le pareti si allargano.
Cerco le mie mani, le braccia, le gambe.
Sono un ammasso di cellule, un cumulo di carne.
Immobile.
Mi ritrovo.
Il pensiero prende nuova forma.
Milioni di pensieri, ordinati.
Tutto è chiaro.
Qui, galleggiando sulle margherite, ho capito.
Non siamo numeri. Non siamo logici.
Le addizioni variano il loro risultato,
gli addendi mutano, cambiano forma, aspettative, carattere.
Le combinazioni sono infinite, i risultati diversi, ogni volta.
Non resta che provare ad addizionare, stare a guardare,
studiare il risultato e vedere se è soddisfacente.
Non sono sbagliata. Non sei sbagliato.
Il nostro totale, forse, lo era.
E’ semplice.
Qui, sulle margherite, è semplice.
Qui, nel buoi della sinfonia, è accettabile.
E se riascolto le mie parole, incomprensibile.
_lisbon revisited _
Dicembre 18, 2008
Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un’angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia -
definitamente l’indefinito…
Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.
Mi hanno chiuso tutte le porte astratte e necessarie,
Hanno abbassato le tende dal di dentro di ogni ipotesi che avrei potuto vedere dalla via.
Non c’è nel vicolo trovato il numero di porta che mi hanno dato.
Mi sono svegliato alla stessa vita a cui mi ero addormentato.
Perfino i miei eserciti sognati sono stati sconfitti.
Perfino i miei sogni si sono sentiti falsi nell’essere sognati.
Perfino la vita solo desiderata mi stanca; perfino questa vita…
Comprendo a intervalli sconnessi;
scrivo a intervalli di stanchezza;
e perfino un tedio del tedio mi getta sulla spiaggia.
Non so quale destino o futuro compete alla mia angoscia disalberata;
non so quali isole del Sud impossibile mi aspettano naufrago;
o quali palmeti di letteratura mi daranno almeno un verso.
No, non so né questo né altro né niente…
E in fondo al mio spirito, dove sogno quel che sognai,
nelle estreme pianure dell’anima, ove ricordo senza motivo
(il passato è una nebbia naturale di lacrime false),
nelle strade, nei sentieri di remote foreste
ove ho supposto il mio essere,
fuggono in rotta, ultimi resti
dell’illusione finale,
i miei sognati eserciti, sconfitti senza essere esistiti,
le mie coorti ancora da esistere, sgominate in Dio.
(Pessoa)
—
Dicembre 17, 2008
“ Più mi spiego e meno mi capisco”.
Eugene Ionesco

munch
noi.54
Dicembre 16, 2008
Mai come ora.
Mai ti ho desiderato di più.
_la musica in testa_
Dicembre 11, 2008
Devo essere spettatore impossessato della Musica, mentre nella mia mente un silenzio energetico, gravido e vigile segue, vuoto, ogni minimo movimento. Allora come un carillon, ogni elemento entrerà in rapporto armonico con l’altro: il respiro con il battito cardiaco, la pressione con la temperatura delle dita; e la memoria musicale troverà, nel silenzio della mente, un lucido lago ghiacciato su cui scorrere senza alcun ostacolo, senza altre intenzioni che interferiscano con quella proveniente dalla tastiera. È vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo che va ben oltre il pianoforte: il prodigio di lasciar vivere e crescere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
(Giovanni Allevi)
_e dimmi che non vuoi morire_
Dicembre 6, 2008
Guarda…io sono da sola ormai.
Credi…non c’e’ più nessuna che
quando chiedi troppo e lo sai,
quando vuoi quello che non sei te
ricordati di me…forse non ci credi.
Sguardi…guarda sono qui per me
Non ti ricordi…eri come loro te.
Sono tutti quanti degli eroi
quando vogliono qualcosa…beh
lo chiedono lo sai… a chi può sentirli…
La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me
bevi qualcosa, cosa volevi
vuoi far l’amore con me
la cambio io la vita che
che mi ha deluso più di te
portami al mare, fammi sognare
e dimmi che non vuoi morire…
Dimmi…sono solo guai per te?
Dimmi, ti sei ricordato che
hai una donna che se non ci sei
come fa a resistere senza te.
Piangi insieme a me dimmi cosa cerchi.
La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me
bevi qualcosa, se non ti siedi
vuoi far l’amore con me?
la cambio io la vita che
che mi ha deluso più di te
portami al mare, fammi sognare
e dimmi che non vuoi morire…
_terra santa_
Dicembre 3, 2008
Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell’antro della follia.
(Alda Merini)










