noi.51
Settembre 27, 2008
Tu mi hai vista.
Hai gustato la mia felicità e toccato il mio dolore.
Sei stato tanto vicino da confondermi.
Hai ascoltato risate e consolato i pianti.
Mi hai accompagnata, guardandomi.
Mi hai vista
tu.
Hai letto nostalgia in fondo agli occhi
silenziosa disperazione
Osservato le foglie cadere, allontanandoti.
Tu hai visto il desiderio disegnato sulla mia carne
Ne hai tracciato i contorni
Delimitato il possesso.
Hai ascoltato i miei sospiri nella notte
E al mattino
Mi hai vista
Tu
Affondare nel tuo sapore
Cullata in una mano.
_nulla due volte accade_
Settembre 27, 2008
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.
Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia..
(Wislawa Szymborska)
*
Settembre 26, 2008
Il mio corpo, desideri il mio corpo?
Ho viso e labbra e occhi
che incantati ti guardano
ho seno e fianchi e gambe
ho mani che sanno toccare
denti che mordono
piano e con piacere.
Se mi tocchi ti accorgerai
che esiste questo corpo mio
su lui puoi addormentarti.
Ne faccio dono a te che non lo vedi
come se scalzo sopra l’erba all’alba
ignorassi il chiarore della rugiada.
(Annalena Aranguren)
*
Settembre 24, 2008
“Tu sei la domanda e io la risposta
Tu sei il desiderio e io il compimento
Tu sei la notte e io il giorno
Che altro ?
E’ abbastanza perfetto
E’ perfettamente completo
Tu e io: cosa di più ?
Strano come soffriamo nonostante questo…”
(D.H.Lawrence)
*
Settembre 23, 2008
Davanti al tuo silenzio
io ricordo, io sono consumata dalla fratellanza.
Tu adesso sei corpo che non vedo ma che è stato
certamente. E’ bello come l’amore che contempla
il proprio resoconto di violenza e di pace, a cose fatte capire
di avere costruito il visibile e l’invisibile insieme
come una torre che porta in cima una torre, l’intera fabbrica
del mondo.
(Maria Grazia Calandrone)
_due zingari_
Settembre 20, 2008
Rispose la ragazza:
“Ho tredici anni, trentadue perle nella notte,
se potessi ti sposerei
per aver dei figli con le scarpe rotte,
girerebbero questa e altre città,
questa e altre città,
a costruire giostre e a vagabondare.
Ma adesso è tardi anche per chiacchierare”.
E due zingari stavano, appoggiati alla notte,
forse mano nella mano e si tenevano negli occhi.
(De Gregori)
—
Settembre 18, 2008
Ultima volta nella stanza.
Sola con le immagini che scorrono.
Parti di me frammentate e disperse.
Parti di te ancora sconosciute.
Altre presenze che occupano spazi non destinati.
Rimane tutto qui, tra queste pareti inesistenti di sogni vissuti irrealmente.
Rumori che riconosco.
Odori nascosti.
Apro la finestra affinchè il vento trasporti fuori tutto questo.
Anche da me.
_non è il tuo amore che voglio_
Settembre 17, 2008
Non e’ il tuo amore che voglio
voglio soltanto saperti vicina
e che muta e silenziosa
di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.
(Garcia Lorca)
noi.50
Settembre 15, 2008
Pareti liquide che trattengono passioni.
Tutte quelle parti di te che non ho incontrato e che mai incontrerò.
Ne sento la mancanza.
L’incoerenza accompagna anche i punti fermi della mie esistenza.
Sono felice, oggi.
Sperando che domani continui a bastarmi una mano che mi cerca nella notte per esserlo.
Cerco nella memoria come fossero passati anni.
Forse piveva.
Forse mi hai parlato per ore.
Forse le candele disegnavano profili sudati.
Forse ti ho chiesto di restare.
Forse non ho detto nulla.
_il mestiere di vivere_
Settembre 10, 2008
Nell’inquietudine e nello sforzo di scrivere,
ciò che sostiene è la certezza che
nella pagina resta qualcosa di non detto.
(Cesare Pavese)
°
Settembre 6, 2008
“Eh sì, noi donne, noi stupide, idiote, illogiche donne, noi cerchiamo il Paradiso e l’Assoluto”.
(Etty Hillesum)
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Settembre 5, 2008
Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo (Dylan Thomas)
_21 grammi_
Settembre 3, 2008
Quante vite viviamo? Quante volte si muore? Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso. Nessuno escluso. Ma quanto c’è in 21 grammi. Quanto va perduto? Quando li perdiamo quei 21 grammi? Quanto se ne va con loro? Quanto si guadagna? Quanto… sì…guadagna? 21 grammi, il peso di cinque nichelini uno sull’altro. Il peso di un colibrì, di una barretta di cioccolato. Quanto valgono 21 grammi? (Paul Rivers)
_il dolore perfetto_
Settembre 1, 2008
E fu in quell’istante, in quel preciso momento, che comprese l’abisso totale non tra due mndi, ma tra le persone.
Le cose son cose, hanno una vita loro, hanno forme, pensieri, hanno età e persino un colore.
Siamo noi a dividere, a costruire barriere, ad alzare, abbassare, a dire chi è buono e cosa invece è peggiore.
Annina capì la distanza tra la madre e l’Ulisse.
La sentì forte, batterle il petto. Una botta improvvisa, una crepa sul cuore.
La ferita bruciante di un dolore perfetto.
(Ugo Riccarelli)









