Aprile 30, 2008

_neanche il mare_

Aprile 30, 2008

Quando vai via da me porta via quello che sei
sai che peso su di me la tua pelle se poi non c’è
tanto non mi importa quanto cielo dovrò strappare
per coprire e accarezzare quel sorriso
che neanche il mare sa di avere
e se sarai via da me io sarò quello che sei
tu sai che peso ha su di te la mia pelle se poi non c’è
tanto non m’importa quanto cielo dovrò strappare
per coprire e accarezzare quel sorriso
che neanche il mare sa di avere
e non mi importa se anche il cielo non sa aspettare
a lui io dirò
che neanche il mare pensa di avere grandezza uguale
e solo solo e niente perchè
non m’importa
neanche il cielo sa più guardare
ed io fra le stelle
vengo a cercare quel sorriso
che neanche il mare sa di avere
e non mi importa
quanto il cielo dovrà aspettare
a lui io dirò che neanche il mare pensa di avere grandezza uguale
(Negramaro)

_il mestiere di vivere_

Aprile 30, 2008

Perché il veramente innamorato chiede la continuità, la vitalità dei rapporti? Perché la vita è dolore e l’amore goduto è un anestetico, e chi vorrebbe svegliarsi a metà operazione? (Pavese)

_a Silvia, la mia_

Aprile 28, 2008

Non ancor né più fosti mia

e se ripenso a quando fu

che ci avemmo e non abbiam più

Cadevo, precipitato nel sonno

della mia veglia.

Andammo insieme

dove mai fummo soli,

Recitammo ignoti ruoli

di anonimi attori

Troppo presto il tempo

scorse da sè

e laggiù rimase

sotto ricordi sbiaditi,

da dolorosi pensieri

or mai svaniti

(B.G.)

Aprile 22, 2008

Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po’ mi riconosci o in fondo un altro c’è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po’
mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie
potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te
potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le paorle quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è
bocca dentro bocca e non chiederti perchè
tutto poi ritorna
in quel posto che non c’è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia
potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c’è
ha ingoiato tutti tranne me
dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c’è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me..
(Negramaro)

Aprile 19, 2008

Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l’idea che ci facciamo di qualcuno. È un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell’amore. Nell’amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell’amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un’idea nostra. [...] Perfino l’arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell’illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. [...] Vivere è non pensare. (Pessoa)

_l’avvocato del diavolo_

Aprile 18, 2008

“Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio…A Dio piace guardare, è un guardone giocherellone, riflettici un po’. Lui dà all’uomo gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo, cosmico spot pubblicitario del film…Fissa le regole in contraddizione, una stronzata universale. Guarda ma non toccare…Tocca ma non gustare…Gusta ma non inghiottire ahahahah e mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate, perchè è un moralista, è un gran sadico, è un padrone assenteista ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? No, mai!” – “Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso: non è così? ” – “Perché no? Io sto qui col naso ficcato nella terra e ci sto fin dall’inizio dei tempi. Ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare. A me interessava quello che l’uomo desiderava e non l’ho mai giudicato. E sai perché? Perché io non l’ho mai rifiutato, nonostante le sue maledette imperfezioni. Io sono un fanatico dell’uomo, sono un umanista! Sono probabilmente l’ultimo degli umanisti! E chi, sano di mente, potrà mai negare che il XX secolo è stato interamente mio?”

_libera_

Aprile 17, 2008

Ti lascio libera
e questo mi addolora
ti lascio libera
non sono pronto ancora
chiedimi di tenerti qui
puoi pretenderlo
slegarti è facile
difficile obbligarti
la carne è debole non voglio più ferirti
amore ti maledirò
io che perderti non so…
metto il cuore in un cassetto
per dispetto non lo indosserò mai più
un po’ testardo un po’ distratto
è già una vita che non sei più mia…
vendo rose mentre aspetto
tutto il mondo mi conosce sa di te
il cieco ambulante il pazzo
tutto il mio disprezzo libertà
ti lascio libera
tanto dovrai tornare
non puoi resistere
avrai freddo e fame amore
mai più catene giuro mai
aria e luce finché vuoi…
perdersi, dimenticarsi
non ci credo, non è giusto, non si può
non avete amato tanto
e poi non conoscete lei…
non lasciarmi in questo inferno
tutto il mondo è pronto a ridere di me
il cieco ambulante, il pazzo
perché non vuoi credermi perché…
lei mi supplicò
io la strinsi così forte
perché non fuggisse via
perché non fuggisse via
perché non fuggisse mai più via! (Renato Zero)

_i fiori del male_

Aprile 16, 2008

Tu che t’insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L’ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l’ostinato
Giocatore – che sia maledetta.
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M’han detto: “Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! – una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
tu faresti rivivere il cadaver
del tuo vampiro, con i baci tuoi!”
(Charles Baudelaire)

_il piccolo principe_

Aprile 14, 2008

” La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: ” Per favore …..addomesticami”, disse. “Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”. ” Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!” (Antoine de Saint-Exupery )

*

Aprile 11, 2008

Non so se è amor che hai, o amor che fingi,
quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
(…)
Chiudo gli occhi: è sufficiente.
Cosa voglio di più?
(Fernando Pessoa)

______

Aprile 9, 2008

Danno materiale, ossia il risarcimento, al prezzo di mercato, delle spese sostenute.

Danno biologico, vale a dire quelle lesioni all’integrità fisica e psichica, che prescindano la capacità di produrre reddito da parte del danneggiato. Nel danno biologico rientrano altresì il danno estetico, alla vita di relazione, alla sfera sessuale e la riduzione della capacità lavorativa.

Danno morale: sofferenza psichica, ansia, patema d’animo. Il danno morale può essere riconosciuto solo se il fatto costituisce un illecito dal punto di vista penale e se viene appurata la responsabilità penale dell’autore.

Danno esistenziale, definito come “lesione del diritto del libero dispiegarsi dell’espressione della personalità”. E’ previsto per questa tipologia di danno un risarcimento con funzione compensativa, non esistendo parametri oggettivi ed una scala gerarchica dei valori.

Diritto di risarcimento degli eredi al danno di morte, che riguarda le lesioni della vittima avvenute nel lasso di tempo precedente alla morte. Le lesioni dell’integrità psico fisica con esito mortale sono ritenute risarcibili agli eredi, se sussiste un “apprezzabile lasso di tempo”, ossia il tempo che intercorre tra la produzione di lesioni e la morte.

Riduzione della capacità lavorativa, danni alla vita di relazione, ansia e patema d’animo. Insonnia, fobie portate all’estremo. Il fatto che l’abbiamo torturato “nell’apprezzabile lasso di tempo” e poi fatto a pezzi. Per capire, per arrivare alla verità. E il dolore. Costante, persistente, pulsante dolore.

È dover dimostrare l’ovvio che rende tutto così pesante.