_cade la pioggia_
Marzo 29, 2008
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto (Negramaro)
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Marzo 21, 2008
Entro nella sala. Qui il tempo sembra essersi fermato. Un valzer lento nell’aria.
Lui che si muove, pesante, con quella musica che non gli appartiene. Lei che si muove come fosse la stessa musica.
Il dolore scolpito sul volto di lui, illuminato dagli occhi di lei.
Girano piano nella stanza. Si guardano e si sorridono.
Lei è bellissima. I suoi ricci accennano appena a seguire i loro passi.
Sono un quadro da dipingere, una sinfonia da comporre.
Sono l’amore degli anni, l’amore della sofferenza, della quotidianità. Sono anche amore leggero, di piccoli tocchi.
Mamma e papà danzano ancora. Ed io li trovo divini.
_soffocare_
Marzo 18, 2008
La Mamma gli racconta che una volta nell’antica Grecia c’era una ragazza bellissima, figlia di un vasaio. L’antica ragazza greca era innamorata di un giovanotto. Ma il giovanotto veniva da un altro paese, e doveva tornarci.
E così, l’ultima sera che la ragazza e il suo innamorato avrebbero dovuto passare insieme, la ragazza portò con sé un lume e lo sistemò in modo che proiettasse l’ombra del suo innamorato sul muro.
La ragazza disegnò il contorno dell’ombra del suo innamorato, per avere qualcosa che le ricordasse il suo aspetto per sempre, qualcosa che documentasse quel preciso istante, l’ultimo che trascorrevano insieme.
Il giorno dopo l’innamorato non c’era più, ma la sua ombra era ancora lì.
La Mamma dice che prima dei Greci l’arte non esisteva. E’ così che hanno inventato la pittura. Gli racconta la storia di come il padre della ragazza usò la sagoma sul muro per modellare una versione in creta del giovanotto, e così fu inventata la scultura.
Senza scherzi, la Mamma gli disse queste esatte parole: «L’arte non nasce mai dalla felicità».
La ragazza antica, gli racconta la Mamma, non rivide mai più il suo innamorato.
E’ il ragazzino è tanto stupido da pensare che un quadro o una scultura o un racconto possano in qualche modo rimpiazzare le persone a cui vuoi bene. (Chuck Palahniuk)
_la gaia scienza_
Marzo 17, 2008
No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa – da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza – e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. “La vita come mezzo della conoscenza” – con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere. (Friedrich Nietzsche)
_magnolia_
Marzo 12, 2008
Lentamente scivola
La tua mano su di te
Quel tanto che basta per trasformare
Ogni carezza in un gemito
Ti guardo accaldata contorcerti
Tra le lenzuola umide
Golosa ed implacabile
Forza fammi male finchè vuoi…
Lo sai…
Pioggia io sarò per toglierti la sete
E sole salirò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi, se tu vuoi
Tra fango e neve, fango e neve impazzirò
Ti ammiro per come ti approcci
A questi anni mutevoli
Mi piace quel tuo senso pratico
La tua forza e l’ironia
I cieli neri intorno a noi
Sono soltanto nuvole
Che dolcemente soffi via
E niente può far male più, lo sai…
Lo sai…
Pioggia io sarò per toglierti la sete
E sole salirò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi, se tu vuoi
Tra fango e neve, fango e neve impazzirò
Vieni con me, vieni con me, vieni con me
Ad insegnarmi a camminare, ad insegnarmi a respirare…
Con le mani, con le mani, con le mani
con le tue mani potrei morire,sulle tue mani potrei….
(Negrita)
e…
Marzo 8, 2008
_sexus_
Marzo 6, 2008
Ogni giorno massacriamo i nostri impulsi più belli. Ecco perché ci sentiamo stringere il cuore quando leggiamo quelle righe scritte dalla mano di un maestro e le riconosciamo nostre, riconosciamo i teneri germogli che soffocammo perché ci mancava la fede per credere nelle nostre capacità, nel nostro criterio di bellezza. Ogni uomo, quando si acquieta, quando diventa disperatamente sincero con se stesso, è capace di dire verità profonde. Veniamo tutti dalla stessa fonte; non v’è alcun mistero sull’origine delle cose. Facciamo parte tutti quanti della creazione. Siamo tutti re, tutti poeti, tutti musicisti; dobbiamo soltanto aprirci, dobbiamo soltanto scoprire quanto già esiste. (Henry Miller)
_il giorno in più_
Marzo 4, 2008
La cosa importante è ciò che mi ha insegnato. Lei non era e non è il mio tesoro ma gli strumenti per trovarlo. Lei è il cartello che indica la strada. (Fabio Volo)
_american beauty_
Marzo 3, 2008
È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilità di sorprenderti. Ti fa chiedere cos’altro puoi fare che ti sei dimenticato.
_un posto nel mondo_
Marzo 2, 2008
Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi. (Fabio Volo)













