_il danno_

Febbraio 28, 2008

Quando ci affliggiamo per quelli che muoiono giovani, quelli che sono stati derubati del tempo, piangiamo le gioie perdute. Piangiamo occasioni e piaceri che noi stessi non abbiamo mai conosciuto. Ci sentiamo sicuri che in un modo o nell’altro quel corpo giovane avrebbe conosciuto il dolce struggimento che per tutta la vita noi abbiamo cercato invano. Crediamo che l’anima inesperta, chiusa dentro la sua giovane prigione, avrebbe potuto involarsi verso la libertà e conoscere la gioia che noi stiamo ancora cercando.
Diciamo che la vita è dolce, che grandi sono le sue soddisfazioni. Tutto questo diciamo nel passare come sonnambuli attraverso i giorni e le notti che formano la nostra vita.
Lasciamo che il tempo ci investa come una cascata, credendolo infinito. Eppure ogni giorno che ci tocca, e ogni uomo sulla terra, è unico; irredimibile; finito.
E comincia un altro lunedì. ( Josephine Hart)

_instant love_

Febbraio 26, 2008

Aveva cominciato lui ad infilarsi in quelle due vite già decise e perfette. Troppo. Le aveva sconvolte per una legge chimica di cui era inconsapevole portatore, ma che non conosceva. Pericolosa come da fissione nucleare, nata per creare solo distruzione. Si rese conto che non avrebbe mai potuto essere veramente felice. Il presente è troppo impercettibile perché ti possa bastare a sopravvivere, vivere è anche ricordare, immaginare. Voleva poter pensare a domani. (Luca Bianchini)

_il giorno in più_

Febbraio 23, 2008

“… E cosa c’è di bello in una coppia, scusa?”

“La complicità, il senso di appartenenza. A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria.”

“Scusa ma non capisco.”

“Ma sì dai, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Conoscere una persona by heart, a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un pò di quel ritmo che le appartiene. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perchè vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un pò. Perchè non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sè. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perchè come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso. Il massimo che puoi capire dell’altro è il massimo che puoi capire da te stesso.” (Fabio Volo)

_signor malaussène_

Febbraio 21, 2008

Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole. (Daniel Pennac)

_anima smarrita_

Febbraio 20, 2008

Ho perso l’anima nel mio labirinto interiore. Una curva prima, qualche finta entrata più tardi, un groviglio di corridoi ed intricati passaggi segreti per celare il mio bene più prezioso. Col tempo ho sperimentato un intero repertorio al fine di preservare ciò che desidero tenere solo per me.

 

O, forse, all’interno dell’ultima matrioska non c’è altro che una pallina piccola piccola. Un universo miniaturizzato, un bambino mai cresciuto. Con tutte le sue paure e la sua necessità di affiliazione. Una piccola pallina che racchiude un intero universo di esperienze, di sofferenze di aspettative, sogni rabbie pulsioni paure, amore. Ora mi sento così, una pallina in balia di se stessa.Balia”, alla mercè di – o anche l’esatto opposto, Levatrice.” – B.G.-

_scritto sul corpo_

Febbraio 20, 2008

Ora che ti ho perduta, non posso consentirti alcuno sviluppo, devi essere una fotografia, non una poesia. (Jeanette Winterson)

_il morbo di haggard_

Febbraio 19, 2008

“Oh, non aver mai la presunzione di giudicare il dolore altrui. Non aver mai la presunzione di giudicare ciò che si può sopportare.[...]” (Patrick McGrath)

_novecento_

Febbraio 19, 2008

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verita’, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita… Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n’è a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormita’, solo a pensarla? (Baricco)

noi.43

Febbraio 16, 2008

Troverò ancora un pezzo di me a ricordare cosa siamo stati. Troverò un pensiero lontano ed uno sguardo distratto. Troverò il tuo odore dimenticato in un cassetto, custodito dal tempo. Troverò la complicità e la condivisione, il capirsi e l’ignoto. Nel fondo di una bottiglia troverò le risate e la leggerezza di notti vissute. E troverò i miei pensieri per te tra le parole di un libro, appoggiati su carta inconsapevole di profondi significati. Troverò per caso i tuoi occhi che mi cercano, i tuoi occhi che mi sfuggono. Troverò ciò che abbiamo lasciato in sospeso, che continua ad esistere, in attesa di essere nutrito. Troverò la passione in altri letti ma non lascerà segni perché la mia pelle è tatuata, porta il tuo marchio e non può essere sovrascritto. Troverò l’altra me nella parabola di un volo sospeso, in equilibrio tra vizio e realtà.

_castelli di rabbia_

Febbraio 15, 2008

Perché c’era qualcosa, tra quei due,  qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile. Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano, e com’erano. Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti. E ci si poteva chiedere perché per anni e anni. L’unica cosa che spesso risultava evidente, anzi quasi sempre, e forse sempre, l’unica cosa era che in quel che facevano e in quello che erano c’era qualcosa – per così dire – di bello.  (Baricco)

_lame di luce_

Febbraio 14, 2008

“Io credo nella teoria dell’unico proiettile. Ci si può innamorare molte volte, ma c’è un unico proiettile con inciso un nome. E se sei abbastanza fortunato da venire colpito da quell’unico proiettile, puoi star certo che la ferita non guarirà più.”  (M.Connelly)

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Febbraio 13, 2008

noi.40

Febbraio 12, 2008

L’odore è discriminante. L’odore è traccia, percorso da seguire. L’odore è significato implicito da tradurre in gesti. L’odore è storia scritta che si ripete in moto perpetuo. L’odore è essenza ritrovata, trasposizione di sé. L’odore è consistenza conosciuta, da toccare. L’odore è mistura di anima e sangue, spudoratamente scoperto. L’odore è richiamo a cui non si può essere sordi. L’odore è sinfonia di elementi congiunti. L’odore è evanescente immagine da scorgere da lontano. L’odore è dramma consumato. L’odore è aspro disegno sulla pelle, è tatuaggio dell’anima.

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Febbraio 11, 2008

- “scrivi di me?”
- “anche”
- “e di cosa scrivi?”
- “di ciò che per me ha significato”
- “ed io che significato ho per te?”
- “non ho detto di sapere quale sia il significato, so che c’è…”