Luglio 3, 2009

E Dio mi fece donna,
con lunghi capelli,
gli occhi, il naso
e la bocca da donna
Con rotondità e peli
e dolci cavità;
mi scavò dall’interno
e fece di me
lo studio degli esseri umani.
Lui tesse delicatamente i miei nervi,
Equilibrò con cura
il numero dei miei ormoni,
Compose il mio sangue
e me l’iniettò
perché irrigasse
tutto il mio corpo.
Così nacquero le idee,
i sogni e l’istinto.
Creò il tutto
con grandi colpi di fiato
scolpendo con amore
le mille e una cosa
che mi fanno donna ogni giorno e per le quali con orgoglio
mi alzo ogni mattina
e benedico il mio sesso.
(Gioconda Belli)


_pazienza_

Giugno 16, 2009

Ti giri e cerchi di parlare
Da quale sogno vuoi tornare
Da quale angolo lontano
Ombre a rincorrersi sul muro
Mi viene incontro il tuo profumo
E’ un mare calmo l’incoscienza
E ho bisogno di te
Pazienza

Che strani giorni amore
Si muovono le nuvole
Onde a toccare il cielo davanti a noi
Dammi le tue mani
Sei entrato senza far rumore
Hai preso tutte le parole
Ed hai sprecato ogni mia forza
Una rincorsa per le scale
Un’altra strada da sbagliare
Non ho mai fatto penitenza
Bastavi tu
Pazienza

Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
Onde a bucare il cielo davanti a noi
Prendimi le mani
Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
E darsi tutto e farsi male
E andare a fondo, a fondo per cercare
Svegliati, sali su, fino a me
Brilla già in ogni via la tua luce
Chissà se avremo un’occasione
Ancora un cambio di stagione
Io benedico la tua assenza
Beata me
Pazienza
Che strani giorni amore
Leggeri tra le nuvole
E resta addosso il male e il bene
Nascondo tutto, tutto nelle vene
Come sorridi tu, nessuno
Come mi guardi tu, nessuno
Oltre satelliti e aquiloni, seguirti ancora
Arriverà domani
Splende già in ogni via quella tua luce
(Nannini)


Giugno 6, 2009

È veramente umana la passione perversa

di appartenere a una persona soltanto?

(Mario Puzo)

…e domani mi sposo…


_esplode_

Giugno 5, 2009

Guardare senza interferire, pagare per non esserci
Cadere in piedi e non coinvolgersi
Usando la memoria fino a
dove serve
Dimenticando se non serve

Siamo pallidi non vedi
Scendiamo lentamente senza scale
Per questo non riesco ad accettare
L’incomprensibile
indifferenza
Del mondo che esplode

Essere sinceri non ci interessa affatto
Vogliamo cose impossibili e quando le abbiamo sfasciamo tutto

Il tempo fa paura,
lo utilizziamo male

Siamo abili non vedi
A spingere i rapporti in alto mare
Per questo non riesco ad accettare
L’incomprensibile
insofferenza
Del mondo che esplode

(Tiromancino)


_l’eredità di Eszter_

Maggio 30, 2009

Una volta trascorso un certo periodo di tempo, non c’è più nulla che si possa “mettere a posto” tra gli esseri umani; questa verità disperata la compresi allora, mentre sedevamo fianco a fianco sulla panchina di pietra. Si vive, e nel frattempo si ripara, si aggiusta, si edifica e più tardi qualche volta si distrugge la propria esistenza; ma con il passare del tempo ci si accorge che l’insieme, così come si è formato a causa degli errori e grazie all’intervento del caso, non è modificabile. Lajos non poteva più farci niente. Quando qualcuno riemerge dal passato per annunciare con voce commossa di voler mettere a posto ogni cosa, si può soltanto compiangerlo, o sorridere delle sue intenzioni; il tempo ha già messo a posto tutto, a modo suo, nell’unico modo possibile. (Sandor Marai)


_il matrimonio del cielo e dell’inferno_

Maggio 20, 2009

“Coloro che reprimono il desiderio,

lo fanno perché il loro desiderio

è abbastanza debole da poter essere represso.”

(William Blake)


_valium_

Maggio 12, 2009

10 gocce di valium
per dormire meglio
10 gocce di valium
per dormire sul serio
10 gocce di valium
20 gocce di valium
per dormire meglio
tutta la notte
a contare le gatte
quelle con una macchia nera sul muso
nelle soffitte vicino al mare
voglio dormire

100 gocce di valium
per dormire del tutto
non sentire più niente
cancellare la mente
e domani mattina
domani mattina
domani mattina
non svegliarsi neanche

(Vasco)


_viola_

Maggio 2, 2009

“È conosciuto come il colore dello spirito e, in effetti, agisce sull’inconscio dando forza spirituale ed ispirazione. Questo colore rappresenta il valore medio tra terra e cielo, tra passione ed intelligenza, tra amore e saggezza. È il colore della volontà di essere diversi, della metamorfosi, della transizione, ma anche della fascinazione erotica. Questo colore esprime un’ energia pura, atavica: è una forza legata alla vitalità del rosso e all’intimo accoglimento dell’azzurro. È una colorazione insieme di attesa e di precognizione (non casualmente viene utilizzato nella liturgia Cristiana durante il periodo dell’Avvento e della Quaresima), eleva la coscienza umana fino al raggiungimento della pura luce bianca. È anche associato alla preghiera ed agli stati alterati di coscienza. ” (da Wikipendia, l’enciclopedia libera)

aaa1http://www.flickr.com/photos/71246311@N00/1473652244


Aprile 27, 2009

« La poesia –

Ma cos’è mai la poesia?

Più d’una risposta incerta

è stata già data in proposito.

Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo

come alla salvezza di un corrimano. »

Wisława Szymborska


_primi incontri_

Aprile 17, 2009

Dei nostri incontri ogni momento noi
festeggiavamo come epifania,
soli nell’universo tutto. Tu
piú ardita e lieve di un battito d’ala
su per la scala, come un capogiro
volavi sulla soglia, conducendomi
tra l’umido lillà, dentro il tuo regno
che sta dall’altra parte dello specchio.

Quando scesa la notte, a me la grazia
fu elargita, le porte dell’altare
si aprirono, nel buio prese luce
e lenta si chinò la tua nudità.

Sulla terra tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici – il catino,
la brocca – e tra noi di sentinella
stava l’acqua dura e stratiforme.

Chissà dove fummo sospinti,
dinanzi a noi s’aprivano miraggi
di città costruite per prodigio,
solo la menta si stendeva sotto i piedi
gli uccelli erano compagni di viaggio
i pesci balzavano dal fiume
il cielo si dispiegava ai nostri occhi.

Quando il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo con il rasoio in mano.

(Arsenij Tarkovskij)


_pulsazioni da vino_

Aprile 14, 2009

Questa è un’altra poesia che parla delle 2 del mattino e di come io
stia ancora alla
macchina da scrivere ascoltando la radio e fumandomi un buon
sigaro.
caspita, che ne so, a volte mi sento proprio come Van Gogh o Faulkner o,
ad esempio, Stravinskij, mentre sorseggio vino e batto a macchina
e fumo e non c’è magia altrettanto delicata di questa.
alcuni critici dicono che continuo a scrivere sempre le stesse cose.
bè, a volte si e a volte no, ma quando lo faccio il
motivo è che mi dà una sensazione così bella, è come fare
l’amore e
se sapeste quanto mi ci sento bene mi perdonereste
perchè sappiamo tutti quanto effimera possa essere la felicità.
cosi faccio lo gnorri e dico di nuovo che
sono le 2 del mattino
e che io sono
Cèzanne
Chopin
Cèline
Chinaski
e che mi stringo al petto tutto:
lo sbuffo di fumo del sigaro
un altro bicchiere di vino
le splendide ragazze
i criminali e gli assassini
i pazzi solitari
gli operai delle fabbriche,
questa macchina da scrivere qui,
la radio accesa,
io ripeto tutto daccapo
e lo ripeterò tutto quanto per sempre
fino a che la magia che ne nasce per me
nascerà anche per voi.
(Bukowski)


Aprile 10, 2009

Se hai trovato una risposta a tutte le domande, vuol dire che le domande che ti sei posto non erano giuste.
(Oscar Wilde)


_mondo scritto e non scritto_

Aprile 4, 2009

In un certo senso, credo che sempre scriviamo di qualcosa che non sappiamo: scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi. Nel momento in cui la mia attenzione si sposta dall’ordine regolare delle righe scritte e segue la mobile complessità che nessuna frase può contenere o esaurire, mi sento vicino a capire che dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione. (Italo Calvino)


_musica per organi caldi_

Marzo 27, 2009

“Spero che la macchina parta. Spero che il lavandino non sia ingorgato. Sono contento di non essermi scopato una studentessa. Sono contento di avere problemi ad andare a letto con le donne che non conosco. Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente. Sono contento di non essere ancora morto. Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi, mi dico che sono fortunato.”

“Solo le persone noiose si annoiano. Devono pungolarsi in continuazione per sentirsi vive.”

(Charles Bukowski)


_l’imperfetto_

Marzo 21, 2009

Era, pioveva
C’era qualcosa che non si vedeva
Respirava qualcosa respirava
Nella stanza della sposa si nascondeva
Eppure si muoveva

Ancora dimmelo ancora
Che tutto ritornava così com’era
Come bruciava che si disperdeva
E come tornava
Ogni volta che partiva

Piangeva
E si stancava
Come sabbia nel tempo si trasformava
E però esisteva
E si incarnava
E a volte ero sicuro che nasceva
E che ricominciava

Che saliva
E scendeva
Chiamava e si rispondeva
Meravigliava
E produceva
Ed espelleva suoni
Suoni che rubava

Era pioveva
Ma così bianca e nessuno se la prendeva
Così per poco
Che poco ci mancava
Mentre guardava un telefono che suonava
e che non la smetteva

Non parlava
però sapeva tutto quello che gli bastava
quello che credeva
quello che non vedeva
così preciso ed imperfetto
che nessuno lo incastrava
se non voleva ringraziava
con un inchino da domatore le salutava
e poi chiedeva
e chiedeva o prendeva
e come un messicano si allontanava
(De Gregori)