_il danno_

“Ma so sempre riconoscere le forze che plasmeranno la mia vita. Lascio che facciano il loro lavoro. A volte investono la mia vita come un uragano. A volte mi spostano semplicemente la terra sotto i piedi, cosicchè mi ritrovo in un luogo diverso, e qualcosa o qualcuno è stato inghiottito.
Ritrovo l’equilibrio, dopo il terremoto. Mi sdraio e lascio che l’uragano passi sopra di me. Non combatto mai..
Sulla tavola di pietra del mio cuore incido silenziosamente il nome di chi se n’è andato per sempre. E’ una cosa straziante. Poi riprendo la mia strada.” (Josephine Hart)

noi.59

Odore di nebbia.
Indovino i tuoi capelli.
Ipnosi dei sensi.

Ci saremmo amati, eternamente. O forse solo un altro giorno, con la carne e con il sangue.
Avremmo vissuto altre ore rubate a chissà chi, o ci saremmo stancati della nostra normalità.
Saremmo fuggiti lontani da tutto, lasciando a sedimentare odi e rancori.
Ci saremmo dimenticati di ciò che siamo stati, di promesse mai fatte e di notti insonni.
Saremmo stati, comunque, insieme o divisi.
Avrebbe avuto i tuoi occhi, o forse li ha. Magari sono i miei ed io ci vedo riflessi i tuoi.

_il sogno di un uomo ridicolo_

I sogni, sappiamo, sono davvero strani: qualcosa magari ci appare straordinariamente chiara, minuziosa come la cesellatura di un orafo, su altre cose invece si passa sopra senza notarle neppure come ad esempio lo spazio ed il tempo. Credo che i sogni nascano non dalla ragione, ma dal desiderio, non dalla testa, ma dal cuore, anche se la mia ragione in sogno si è esibita qualche volta in ingegnosi voli non da poco. Certo è che in sogno accadono cose del tutto incomprensibili. Mio fratello, ad esempio, è morto cinque anni fa, qualche volta lo sogno: egli prende parte alle cose della mia vita, siamo molto interessati l’uno all’altro, ma intanto, durante tutto lo svolgimento del sogno, io sono pienamente cosciente che mio fratello è morto e sepolto. […] E va bene, ammettiamolo pure, è un sogno, ma questa vita che viene tanto esaltata, io volevo finirla suicidandomi, invece il mio sogno, oh! Esso mi ha indicato una vita nuova. (Dostoevskij)

Viola, quando si sveglia, profuma di caffè latte tiepido.

E’ cioccolato mentre dorme, e rugiada.

Erba appena tagliata che riposa accanto a me,

alba infinita da non stancarsi mai di guardarla.

_undici minuti_

Gli incontri più importanti sono gia combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano. Generalmente essi avvengono quando arriviamo ad un limite. Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. (Paulo Coelho)

noi.58

Attraversata dal ricordo del tuo odore
Ascolto le inflessioni del tempo.
Lascio che la memoria venga graffiata
E che dalle ferite sgorga miele amaro.

_si sta facendo sempre più tardi_

Come fu bello, e come fu grande la nostra passione.
Così grande che le cellule del mio corpo ne sono ancora imbevute,
come una spugna che conserva l’acqua marina che la nutrì.
Perché dopo, mia cara, è stata solo acqua dolce,
spesso dolciastra, e che senso ha, mi chiedo,
vivere ancora senza che nessun sale ravvivi il mio palato?
(Antonio Tabucchi)

“L’aquila non può levarsi a volo dal piano terra;

bisogna che saltelli faticosamente su una roccia o su un tronco d’albero:

ma da lì si lancia alle stelle”
(Hugo von Hofmannsthal)

*

“…Mentre ammiravo quel volto incredibilmente bello, sentii un’ondata d’amore sorgere con forza dentro di me. Riempì ogni angolo del mio corpo, facendomi dolere il petto, chiudere la gola e bruciare gli occhi. Suonava terribilmente stupido, ma lo amavo. E non era la sua belleza a rendermelo caro, ma lui stesso. Era un amore fatto di mille carezze, milioni di coversazioni, un trilione di sguardi. Un amore fatto di pericoli condivisi, nemici conquistati, solidificato dal desiderio di proteggere le persone che dipendevano da noi a qualunque costo e dalla consapevolezza che nesuno di noi due avrebbe cambiato l’altro, nemmeno se avesse potuto. Amavo tutto di lui, perchè senza i suoi intrighi machiavellici, i labirinti della sua mente, sarebbe stato qualcosa di meno di ciò che era, non sarebbe più stato lui.

Si arriva ad un punto quando tu ami, e basta.  Non ami quella persona perchè è buona o perchè è cattiva o perchè è qualcos’altro, la ami e basta. Questo non significa che starete assieme per sempre, o che non vi ferirete a vicenda. Significa solo che la ami. A volte la ami perchè è lei, a volte la ami nonostante sia lei. E sai che lei ti ama nello stesso modo.

Io e lui, insieme, siamo qualcosa di più di quando siamo separati. Questo è l’amore.

(Laurell K. Hamilton)

E Dio mi fece donna,
con lunghi capelli,
gli occhi, il naso
e la bocca da donna
Con rotondità e peli
e dolci cavità;
mi scavò dall’interno
e fece di me
lo studio degli esseri umani.
Lui tesse delicatamente i miei nervi,
Equilibrò con cura
il numero dei miei ormoni,
Compose il mio sangue
e me l’iniettò
perché irrigasse
tutto il mio corpo.
Così nacquero le idee,
i sogni e l’istinto.
Creò il tutto
con grandi colpi di fiato
scolpendo con amore
le mille e una cosa
che mi fanno donna ogni giorno e per le quali con orgoglio
mi alzo ogni mattina
e benedico il mio sesso.
(Gioconda Belli)

_pazienza_

Ti giri e cerchi di parlare
Da quale sogno vuoi tornare
Da quale angolo lontano
Ombre a rincorrersi sul muro
Mi viene incontro il tuo profumo
E’ un mare calmo l’incoscienza
E ho bisogno di te
Pazienza

Che strani giorni amore
Si muovono le nuvole
Onde a toccare il cielo davanti a noi
Dammi le tue mani
Sei entrato senza far rumore
Hai preso tutte le parole
Ed hai sprecato ogni mia forza
Una rincorsa per le scale
Un’altra strada da sbagliare
Non ho mai fatto penitenza
Bastavi tu
Pazienza

Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
Onde a bucare il cielo davanti a noi
Prendimi le mani
Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
E darsi tutto e farsi male
E andare a fondo, a fondo per cercare
Svegliati, sali su, fino a me
Brilla già in ogni via la tua luce
Chissà se avremo un’occasione
Ancora un cambio di stagione
Io benedico la tua assenza
Beata me
Pazienza
Che strani giorni amore
Leggeri tra le nuvole
E resta addosso il male e il bene
Nascondo tutto, tutto nelle vene
Come sorridi tu, nessuno
Come mi guardi tu, nessuno
Oltre satelliti e aquiloni, seguirti ancora
Arriverà domani
Splende già in ogni via quella tua luce
(Nannini)

È veramente umana la passione perversa

di appartenere a una persona soltanto?

(Mario Puzo)

…e domani mi sposo…

_esplode_

Guardare senza interferire, pagare per non esserci
Cadere in piedi e non coinvolgersi
Usando la memoria fino a
dove serve
Dimenticando se non serve

Siamo pallidi non vedi
Scendiamo lentamente senza scale
Per questo non riesco ad accettare
L’incomprensibile
indifferenza
Del mondo che esplode

Essere sinceri non ci interessa affatto
Vogliamo cose impossibili e quando le abbiamo sfasciamo tutto

Il tempo fa paura,
lo utilizziamo male

Siamo abili non vedi
A spingere i rapporti in alto mare
Per questo non riesco ad accettare
L’incomprensibile
insofferenza
Del mondo che esplode

(Tiromancino)

_l’eredità di Eszter_

Una volta trascorso un certo periodo di tempo, non c’è più nulla che si possa “mettere a posto” tra gli esseri umani; questa verità disperata la compresi allora, mentre sedevamo fianco a fianco sulla panchina di pietra. Si vive, e nel frattempo si ripara, si aggiusta, si edifica e più tardi qualche volta si distrugge la propria esistenza; ma con il passare del tempo ci si accorge che l’insieme, così come si è formato a causa degli errori e grazie all’intervento del caso, non è modificabile. Lajos non poteva più farci niente. Quando qualcuno riemerge dal passato per annunciare con voce commossa di voler mettere a posto ogni cosa, si può soltanto compiangerlo, o sorridere delle sue intenzioni; il tempo ha già messo a posto tutto, a modo suo, nell’unico modo possibile. (Sandor Marai)

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